Addio a Richard Sapper, l’uomo da 11 Compassi d’Oro

Richard Sapper
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«Il tempo è una delle poche cose che possono definire la qualità di un oggetto» – Richard Sapper

Era riservato, non amava neppure parlare del suo lavoro, preferiva che fossero i suoi oggetti a esprimersi. Aveva studiato filosofia, anatomia, grafica ed economia e progettato di tutto, dalle lampade agli accessori per la tavola e la cucina, dalle automobili ai computer, dalle biciclette ai condizionatori. Se n’è andato uno dei designer più significativi del nostro tempo, Richard Sapper, vincitore di ben 11 “Compasso d’Oro”; l’ultimo, alla carriera, era arrivato nel 2014 con una motivazione ormai celebre: “Per aver unito il rigore tedesco e la genialità nel disegnare una moltitudine di prodotti straordinari e di grande successo in ambiti anche molto distanti tra loro”.

Tizio di Artemide
Tizio di Artemide

Nato nel 1932 a Monaco di Baviera, Richard Sapper vi si laureò in Economia e Commercio per poi iniziare la carriera di designer nel reparto styling di un’azienda tedesca d’eccezione, la Mercedes-Benz. L’esperienza, comunque, durò solo qualche anno: neppure trentenne, Sapper si trasferì a Milano, dove sarebbe rimasto fino alla morte. La sua carriera fu in costante ascesa: dopo aver lavorato per Gio Ponti, entrò nel dipartimento design della Rinascente e nel 1960 inaugurò una collaborazione quasi ventennale con l’architetto Marco Zanuso. Negli anni ’70 fu consulente per la FIAT e assieme a Gae Aulenti fondò un gruppo di lavoro per la messa a punto di sistemi di trasporto innovativi. Dal 1980 fu il capo del dipartimento di design per IBM e poi per Lenovo e col suo estro attirò l’attenzione del padre della Apple, Steve Jobs, che lo chiamò in California. Ma Sapper non ne volle sapere, e restò in Italia, continuando a creare oggetti “cult” dell’Industrial Design. Oggetti belli, ma soprattutto pratici e funzionali, capaci di coniugare due valori apparentemente opposti: eleganza e producibilità in serie. Oggetti presenti nelle case private come nei musei più importanti del mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi.

Tizio, Artemide
Tizio, Artemide

Una delle creazioni più celebri di Richard Sapper è la lampada da tavolo Tizio di Artemide, prodotta ininterrottamente dal 1972. Il nome singolare si deve a un suggerimento di Ernesto Gismondi, che sperava le seguissero le proverbiali “Caio e Sempronio”. Tizio invece rimase un esemplare unico, iconico, eternamente contemporaneo grazie all’apparente semplicità del design che nasconde una concezione costruttiva complessa e ispirata alla versatilità: il trasformatore è nascosto nella base e alimenta una lampadina alogena a basso consumo attraverso i bracci che, oltre ad avere una funzione strutturale, sono conduttori di corrente. Un’innovazione all’epoca presente in pochissime altre lampade di design, alla quale Tizio accoppia un sistema di contrappesi che permette un ampio raggio di movimento col minimo ingombro.

Radio Cubo per Brionvega
Radio Cubo per Brionvega

Dopo tutto, ciò che rende particolarmente interessante un oggetto, nella visione di Sapper, è “la sua capacità di interagire con chi se ne serve, di muoversi, ‘rispondere’, cambiare aspetto, o funzione”. Come succede anche con la radio Cubo progettata nel 1964 assieme a Marco Zanuso per Brionvega. Portatile grazie al sistema a transistor e richiudibile, è composta, come suggerisce il nome, da due cubi di plastica con gli spigoli smussati e introduce l’unione tra design e serialità. Un must-have del design, oggi ancora più tecnologico grazie al collegamento Bluetooth con smartphone, tablet e pc, per permettervi di ascoltare le vostre playlist digitali.

Bollitore per Alessi
Bollitore per Alessi

Un altro oggetto domestico da esibire è il bollitore 9091 disegnato nel 1983 per Alessi. Gradevole alla vista ma anche all’udito: appena l’acqua comincia a evaporare, infatti, il fischietto in ottone, prodotto da un artigiano tedesco esperto di strumenti musicali, produce due note, Mi e Si. Una melodia semplice, come i fischi dei merli di Italo Calvino, che si sostituisce al più anonimo richiamo dei bollitori tradizionali: un perfetto esempio della progettazione rigorosa e assieme poetica di Richard Sapper.

Questo articolo è stato pubblicato sul Magazine di Mohd, Mollura Home Design.