Metternich, la creatività e l’interior design

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“Inutile sbarrare le porte alle idee. Le scavalcano.”

Klemens von Metternich, l’uomo di stato austriaco più influente del primo ‘800, era noto per i suoi severi aforismi. Ministro degli Esteri, Cancelliere, protagonista della Restaurazione, pronunciò questa frase nel 1848: sotto i suoi occhi impotenti, l’Europa intera scardinava l’ordine stabilito a tavolino nel Congresso di Vienna trent’anni prima. Poco più di cento anni dopo, si ripeteva il medesimo schema: dietro le barricate, i sessantottini del Maggio francese e poi italiano ed europeo gridavano un solo slogan, “l’immaginazione al potere”. Nello stesso periodo, Miles Davis rivoluzionava il jazz contaminandolo con le sonorità elettriche del rock, così come nel 1965 Bob Dylan aveva ignorato le convenzioni, appeso la chitarra acustica al chiodo e imbracciato una Fender Stratocaster, continuando a scrivere capolavori epocali. Non è un caso se anni dopo lo chansonnier americano avrebbe chiesto al suo interior designer Martin Newman di usare tutti e sette i tipi di archi nella sua villa di Malibu.

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1965. La performance elettrica di Bob Dylan al Newport Folk Festival

“L’architettura è musica congelata”.

Quando un’idea irrompe, non la si può interrompere, e la creatività non conosce limiti. Cosa accomuna Walter Gropius, Iannis Xenakis, Paul Klee, Orhan Pamuk? Tutti e quattro sono stati perseguitati in patria e malgrado ciò hanno dato vita a stili, pagine musicali e letterarie intramontabili. “Abbiamo l’obbligo di immaginare”, ha sentenziato qualche tempo fa lo scrittore inglese Neil Gaiman sul Guardian: “gli individui costruiscono il futuro, e lo fanno immaginando che le cose possano essere diverse. Ogni cosa, inclusi i muri e le sedie, nasce dall’immaginazione.”

Pensate a Charles Eames. Lui le barriere non sapeva proprio cosa fossero: architetto, fotografo, designer, cineasta, clown, ha studiato per sei anni il compensato modellato per creare una sedia bella, ergonomica ed economica per la società di massa. Non esistevano gli strumenti per modellare il compensato, e lui li ha inventati; pareva impossibile creare qualcosa di alto valore estetico accessibile a tutti, e lui ci riuscì:

“the best for the most for the least”.

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1945/1946: Charles e Ray Eames sperimentarono per molti anni nuove tecniche per produrre capaci di riprendere le linee del corpo umano.

“La creatività è insoddisfazione tradotta in arte”

Così diceva il filosofo Eric Hoffer citando Freud. Tutti siamo insoddisfatti, tutti siamo creativi. Quante volte vi siete trovati a stupirvi del potere immaginifico dei vostri sogni? È come attraversare i set di innumerevoli film. Ecco: non limitatevi a essere ingegnosi durante la notte. Quando starete pensando a come rinnovare casa, arredare un nuovo appartamento in cui vi siete trasferiti, dare un tocco familiare a un posto in cui vivrete solo per qualche mese, ricordate di non mettere barriere all’immaginazione.

Non c’è niente di più accogliente di uno spazio che parli di noi e il mixage, fra l’altro, è ormai una tendenza consolidata in fatto di stile. In un’epoca che ha abbattuto i tabù, non importano più i confini tra classico e moderno, le decorazioni, le etichette. Il legno convive con l’acciaio, le porcellane cinesi con le sculture in bronzo neoclassiche, il living si fonde col dining. Così, guardandoci attorno in ognuno di quei preziosi momenti trascorsi a casa, proviamo il piacere intimo di ripercorrere tante storie, quelle che si sono stratificate per creare un’unica trama: la nostra.