Interiors Soundtrack: Gothic

Interior by Abigail Ahern

“Non c’è bellezza squisita senza qualche stranezza nelle proporzioni.”

Nato come filone del punk, lo stile musicale gothic se ne distinse per i testi dall’approccio “filosofico”, più orientato all’introspezione che all’impegno politico, e per le atmosfere cupe, spettrali, a volte litaniche. Convenzionalmente, l’anno di fondazione del genere si identifica col 1979, quando i Bauhaus pubblicarono il singolo “Bela Lugosi’s Dead”, registrato in un’unica sessione e ispirato da un’abbuffata di film horror.

Il termine “goth” o “gothic” iniziò a circolare in quel periodo, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, anche se l’origine è incerta. Pare che a sceglierlo fu il leader dei Cult, Ian Astbury, per definire il frontman di un altro gruppo, Andi Sex Gang dei Sex Gang Children, come una “gothic pixie”, letteralmente un “folletto gotico”. Altrove si cita Siouxsie Sioux, che avrebbe parlato di una nuova direzione, più marcatamente goth, per il suo gruppo, i Banshees. La certezza, comunque, è che l’espressione “gothic rock” fu ripresa e rilanciata dalle riviste musicali più lette, come l’NME, e infine fatta propria dalla nascente sottocultura.

Il retroterra del movimento gothic

Il movimento aveva la sua culla nel leggendario Batcave di Londra e, già nel nome, dichiarava l’antichità delle proprie fonti di ispirazione. Più che al gotico in sé, il movimento gothic può essere assimilato al neogotico del 19° secolo: la riscoperta romantica della cultura medievale. Un fenomeno che nacque in Gran Bretagna ed ebbe il suo padrino nell’eccentrico conte, collezionista e scrittore Horace Walpole, che a metà Settecento trasformò la sua villa, Strawberry Hill, in un’attrazione turistica, cambiandole volto attraverso l’aggiunta di torrette, chiostri e merlettature. Se Oscar Wilde fece della sua vita un’opera d’arte, Walpole fece della propria casa l’ambientazione del suo romanzo, “Il Castello di Otranto”, la pietra miliare della letteratura gotica. Un genere che ispirò innumerevoli altri scrittori, da Ann Radcliffe a Edgar Allan Poe, da Mary Shelley a Bram Stoker, e che attingeva alle suggestioni terrificanti scaturite dai decadenti scenari medievali di cui la Gran Bretagna era piena, come castelli diroccati e cimiteri in rovina, tramutati in scenari per storie inquietanti e luttuose.

Gli interni gothic

La moda gotica coincise per gli inglesi con l’Età Vittoriana, e gli stilemi si intrecciarono dando vita a interni voluttuosi, raffinati, quando non addirittura sovrabbondanti ed eccentrici. La Rivoluzione Industriale aveva garantito alla borghesia imprenditoriale un impressionante aumento della ricchezza. Molti ostentavano il proprio status circondandosi di mobili e tessuti lussuosi, un tempo appannaggio dell’aristocrazia. Un ambiente disadorno era considerato sinonimo di cattivo gusto, e la tendenza era eccedere.

Negli interni gotico-vittoriani prevalevano tonalità ricche come il ruggine o il borgogna, il giallo ocra, il verde salvia o smeraldo, il blu oceano, il viola, il nero. Le pareti potevano essere in pietra o ricoperte da pannelli di legno o carta da parati, le decorazioni erano complesse, ispirate al damasco, al broccato, a motivi naturali o geometrici, mentre le sedute erano rivestite in velluto o seta.

Lo stile goth, in chiave vittoriana o contemporanea, continua ad affascinare i designer. Quindi, per ricrearlo, non dovete visitare i mercatini dell’antiquariato: vi basterà ispirarvi a questa gallery. Ascoltando, ovviamente, la gothic playlist.

Dear Ingo by Ron Arad, Moooi

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Ron Arad firma per il brand olandese un ragno di lampade orientabili , esposto all'Art Institute di Chicago. Ironico e funzionale, ma anche perfetto per dare un "benvenuto inaspettato" ai vostri ospiti.